Con il pensiero ad Est...



Ascolto l'ennesima notizia al tiggì con un misto tra incredulità e disincanto. Non può essere, mi ripeto. Non è come dicono loro. E' che i ricordi impressi nella mente e nel cuore sono ostinati e luminosi, al punto da oscurare la nuova realtà.
Arrivammo a Damasco di sera, l'alito caldo della città ci abbracciò subito. Quella strana parete di lucine che interrompeva il buio mentre raggiungevamo in macchina l'hotel:  sembrava un presepe il monte Qasioun. 
Nei giorni a seguire girammo tutta la Siria in compagnia del nostro fidato Ahmad, io e la mia amica Eloisa. Partite all'avventura con un viaggio organizzato via web, due ragazze sole in un paese così poco noto da queste parti, e così poco visitato. Eppure, in questo stava la sua bellezza: un'oasi incontaminata, incastonata tra il deserto ed il mare. 
E la sua gente semplice e cordiale -l'esatto opposto del pregiudizio che gli occidentali hanno su chi abita quelle terre- con i suoi sorrisi e le continue gentilezze a dare colore al nostro viaggio.
Fu in un pomeriggio afoso di agosto che, andando a zonzo nel Suq El Hamiddiye di Damasco, ci imbattemmo nella gelateria Bakdash: un capannello di persone attorno all'entrata del negozio attirò la nostra attenzione. La maggior parte dei turisti avrebbe tirato oltre, immagino. Ma non noi, curiose come due scimmie. 
Entrammo dopo aver fatto la fila ed immediatamente davanti ai nostri occhi si parò lo spettacolo dei gelatai all'opera, che il gelato da Bakdash si fa come nell'Europa dei primi del '900, spingendo a braccia, su e giù, enormi pistoni in contenitori refrigerati. Nelle vaschette esposte, un solo gusto: vaniglia, ricoperta da una cascata di pistacchi tritati.
Io ed Eloisa guadagnammo un posticino in uno dei tavoli delle grandi sale della gelateria, colma di donne velate, famiglie, bambini intenti a gustare le delizie della casa. Che erano solo due, in verità: il gelato di vaniglia e pistacchi ed un budino di riso, anch'esso inondato di pistacchi. Da brave golose assaggiammo tutt'e due. Il gelato ed il muhallabia: cremosi, dolcissimi e profumati. Una delizia per gli occhi ed il palato.
Ecco, l'altro giorno, mentre mi trovavo con il pensiero rivolto a quella terra oggi martoriata, mi è venuta voglia di provare a fare il muhallabia: scrivo un messaggio al mio amico siriano Subhi chiedendogli come si prepara e lui mi dice che, oltre a qualche goccia di acqua di rose, per fare il muhallabia ci vuole nasha, una specie di farina di riso. Ma non è detto che la trovi, da queste parti.
Pazienza, tenterò con il riso glutinoso, macinandone un pò, mi dico. 
Il risultato è stato un budino di riso e latte aromatizzato alla rosa, fragrante e delicato. Di quei dessert che non appesantiscono il fine pasto e che, tuttavia, sono golosi abbastanza da pensare di fare il bis. Ed anche il ter.

Dedicato alla gente della Siria che ho incontrato nell'agosto 2007 ed a quel paese meraviglioso dove spero, un giorno, di tornare...

***


Budino di riso e latte aromatizzato alla rosa
(tipo Muhallabia)

per il budino
1 lt. di latte intero
150 gr. di riso glutinoso macinato
120 gr. di zucchero
1/2 bacca di vaniglia
3 cucchiai di acqua di rose
pistacchi in granella q.b. per guarnire

per lo sciroppo alla rosa
acqua
zucchero semolato
acqua di rose

Mettere il latte, lo zucchero e la bacca di vaniglia, aperta con un coltellino, in un pentolino capiente: quando il latte viene a bollore, buttare giù il riso glutinoso, risciacquato sotto acqua corrente ed eventualmente macinato nel mixer.
Lasciar cuocere a fiamma dolce per circa 20 minuti, il tempo necessario a che il latte ed il riso si addensino creando una crema dolce. A cottura quasi ultimata aggiungere l'acqua di rose. Io l'ho trovata in vendita in un negozio di prodotti di gastronomia anche internazionale, ma in genere ce l'hanno tutti i negozi di alimentari gestiti da arabi o bengalesi.
Eliminare la bacca di vaniglia e lasciar freddare il budino a temperatura ambiente, mescolando di tanto in tanto. Suddividerlo quindi in coppette monoporzione (la dose che ho indicato è per circa 8/10 porzioni).
Sulla superficie del budino spargere la granella di pistacchi ed un cucchiaio di sciroppo alla rosa: ho preparato lo sciroppo sciogliendo in un pentolino sul fuoco qualche cucchiaio di zucchero in circa 150 gr. d'acqua. Quando ho spento il fuoco, ho aggiunto un paio di cucchiai di acqua di rose.
Prima di servirlo, ho lasciato riposare il budino in frigorifero per circa un ora, in quanto non deve essere troppo freddo. Ovviamente, può essere preparato in anticipo: in questo caso conservarlo in frigorifero ben coperto con pellicola e porlo a temperatura ambiente per almeno mezz'ora prima di servirlo.

A chiunque vorrà cimentarsi... Buon assaggio!


Con questa ricetta partecipo al ho vinto il contest I cook... international! del blog Dolcemente inventando di Ale



Commenti

  1. che bellissima ricetta che non conoscevo...inserisco subito!grazie della partecipazione!

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  2. Ciao,

    passa sul mio blog che c'è un pensierino per te ;-)

    Un abbraccio
    Annartia

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  3. Grazie per la ricetta!

    Baci Baci J&J

    http://couturetrend.blogspot.it/

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  4. Il tuo post mi ha fatta sognare, per un attimo mi sono persa tra le vie di Damasco immaginando i profumi e i suoni del Suq. Mi piace molto anche la ricetta, anche per il tocco personale che ti ha permesso di gustarla anche a casa tua, ricordano quella splendida esperienza ;)

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    1. Grazie cara Elisa, mi fa piacere di aver reso l'idea... anche se quelle strade, quei colori, quei profumi oggi forse non esistono più :( il mio voleva essere un omaggio ed un pensiero a quella terra a cui lego ricordi così belli.. Grazie di essere passata :)

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  5. ciao ginger lady, ci sono news per te oggi, passa da me! ti aspetto!

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