sabato 7 aprile 2012

Pastiera delle mie brame...


Dici Pasqua e dici pastiera, inevitabile. Ed il punto è che la pastiera è stata talmente sdoganata che non c'è casa che si rispetti in cui, qualche giorno prima della festa, non si cominci a lavorare alacremente a questo profumatissimo dolce... in ogni dove nella penisola, ormai.
Di qui, le dolenti note: dalle mie parti i canditi, nella stragrande maggioranza di supermercati e negozietti di alimentari, diventano una rarità; idem per il grano cotto... roba che se passi davanti allo scaffale dove per quasi tutto l'anno sta in bella mostra, pressochè ignorato, lo trovi desolatamente vuoto.
E se provi a chiedere al commesso, rischi che ti guardi in faccia con l'aria di quello che sì vabbè, tu ti sei svegliata adesso e pretendi di trovare il grano per la pastiera...buongiorno, eh.
Per la ricotta e le uova, invece, devi proprio esserti ridotta all'ultimo -e quindi praticamente fuori tempo date le fasi di lavorazione ed il necessario riposo per gustare il dolce il tutta la sua fragranza- ma il rischio è che al super non si trovino più neanche quelle...
Insomma, crisi o non crisi, alla pastiera di Pasqua fatta in casa nessuno ci rinuncia: e lo credo bene, in pasticceria i prezzi di questo dolce sono a dir poco spropositati e poi vuoi mettere la ritualità, il metodo, i profumi, l'attesa...ed, infine, l'assaggio!
Certo, rimane il fatto che non tutte le pastiere sono uguali mentre devo ancora trovare chi, con uno slancio di modestia, ammetta che la sua pastiera è forse perfettibile e che in giro magari c'è chi la fa meglio: nossignore. La pastiera è il tipico prodotto casalingo che si esibisce con orgoglio, della serie sì la tua è buona ma sapessi come la faccio io....
Pastiera delle mia brame, qual è dunque la più buona del reame??
Per quanto mi riguarda, non so se la mia sia la migliore in circolazione ma di sicuro ha il pregio di essere fatta a mia misura: dopo tanti anni, infatti, sono giunta alla conclusione che le ricette che si trovano sui barattoli del grano vadano più o meno tutte bene, purchè con una sforbiciatina qua e là al peso dei vari ingredienti, soprattutto di uova e zucchero, che sono sempre indicati in quantitativi esagerati.
Va bene il peccato di gola, va bene la festa godereccia e tutto il resto, ma io alla mia salute ci tengo e se è possibile che glicemia e colesterolo non schizzino alle stelle dopo un morso a questo delizioso dolce pasquale tanto meglio!
Anche perchè, non è che il risultato - a detta mia e dei molti che ormai ogni anno aspettano che la ginger lady si metta d'impegno su questo dolce- ne risenta...anzi.
A tutti, Buona Pasqua e buon assaggio!

***
PASTIERA PASQUALE
per circa tre piccole pastiere del diametro di 22 cm

-per la frolla-
250 gr. di burro morbido
30 gr. di strutto
3 uova
600 gr. di farina 00
250 gr. zucchero
1 bustina di vanillina
1 pizzico di sale
scorza di limone q.b.
-per il ripieno-
una confezione di grano cotto per pastiera
6 uova
600 gr. di ricotta vaccina
300 gr. di zucchero
150 gr. di canditi misti (cedro ed arancia)
aroma di fior d'arancio
scorza di limone
1 pizzico di sale
zucchero a velo per guarnire

Disporre la farina a fontana, collocando al centro tutti gli altri ingredienti ed impastare rapidamente la frolla, a cui daremo la forma di una palla e metteremo a riposare in frigo, meglio se il giorno prima: in questo caso, poichè la dose è per tre, sarà bene già suddividere in tre parti l'impasto, in modo da lavorare una dose di frolla per volta.
Il giorno dopo preparare il ripieno in una capiente ciotola: setacciare assieme zucchero e ricotta (io preferisco quella vaccina, dal sapore più delicato e decisamente meno calorica anche se la ricetta tradizionale impone quella di pecora) a cui poi aggiungeremo i tuorli, uno alla volta, sempre mescolando. Unire al composto il grano cotto, i canditi, la scorza di limone, il pizzico di sale e l'aroma fior d'arancio. Infine, montare a neve i tuorli ed unirli delicatamente al ripieno, mescolando dal basso verso l'alto per non smontare.
Foderare con la frolla già pronta le teglie, cui verseremo dentro il ripieno, riempiendo bene: per decorare formare delle strisce di pasta che incroceremo sul ripieno, come per la crostata.
Infornare a 170° per almeno un'ora. Non avendo un forno abbastanza capiente, mentre la prima pastiera cuoce, io sono solita riporre in frigo le altre che attendono il turno per la cottura.
Non sarà inutile ricordare che la pastiera, prima di essere gustata, ha bisogno di almeno un paio di giorni di riposo e che poco prima di servire va spolverata di zucchero a velo.

4 commenti:

  1. Ciao ginger lady buona la pastiera ,bello il tuo blog mi sono unita hai tuoi lettori fissi passa ha trovarmi se ti va io sono ISABELLA ti aspetto smack

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  2. Ciao cara e grazie, passo sicuramente! un saluto!

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  3. Grazie Licia! Devo dire...buona davvero! :-P E' un dolce talmente speciale che andrebbe rispolverato anche al di là della Pasqua...

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