giovedì 30 maggio 2013

Cappuccino al cucchiaio ( e un po' di pigrizia)


E' che mica sempre ci va di stare con le mani in pasta, a noi foodbloggers. Capita quella giornata che vorresti fare questo, vorresti provare quello, apri concitatamente il frigo, scruti la dispensa, passi mentalmente in rassegna tutte le ricette che ti sei ripromessa di sperimentare... e poi alla fine, già stanca prima ancora di cominciare, ti butti sul divano, accendi la TV, e prevale lei... la pigrizia! 
Ma è la normalità. Tutto sommato, la nostra è una passione. Non ce l'ha imposto il dottore e, almeno per quanto mi riguarda, non è un lavoro. Quindi, si pastrocchia se e quando mi va!
Il problema, piuttosto, è rimanere senza un dolcetto dentro casa. Soprattutto nel weekend. Soprattutto perchè ci sei abituata. Soprattutto perchè attorno a te ci sono abituati che, immancabilmente, di sabato o di domenica qualcosa di dolce e di pronto a casa tua lo si trovi...
Insomma, la pigrizia in qualche modo va coniugata con la gola. Come? Sono entrambi peccati capitali? Ah... e allora io sono una peccatrice. 
Doppiamente peccatrice se, in una pigra domenica pomeriggio, il massimo del lavoro culinario che mi sono concessa per soddisfare un'improvvisa voglia di dolce è stato pastorizzare due uova, aggiungerci una confezione di mascarpone, una mezza tazzina di caffè, una spolverata di cacao e... un paio di cialdine già pronte. 
Et voilà, in men che non si dica ecco realizzate queste golosissime coppette di cappuccino al cucchiaio.

A tutti i pigri-golosi che le vorranno provare come sempre... un buonissimo assaggio!

***


Cappuccino al cucchiaio
(dose per 4/6 coppette)

250 gr. di mascarpone
2 uova grandi
80 gr. di zucchero
4 gr. di colla di pesce (2 fogli)
1/2 tazzina di caffè ristretto
2 cucchiai di latte
cacao amaro in polvere e cialdine per guarnire

Ho messo le uova intere nella planetaria avviando la frusta a velocità media. Nel frattempo ho messo lo zucchero in un pentolino con mezza tazzina d'acqua, mescolando di tanto in tanto, su fuoco medio:  lo sciroppo che si formerà deve cuocere fino a raggiungere la temperatura di 121°. Se non si possiede un termometro da cucina, il tempo che occorre calcolare dal raggiungimento del bollore è di circa 6/8 minuti, e comunque lo sciroppo va tolto prima che lo zucchero inizi a caramellare, virando di colore.
Ho versato lo sciroppo di zucchero a filo sulle uova che montavano, aumentando fino al massimo la velocità della frusta. Ho lasciato montare bene fino a che le uova non si sono stiepidite, ottenendo una massa soffice e voluminosa.


In una ciotola capiente ho iniziato a lavorare il mascarpone ed il caffè con una forchetta. Alla crema di mascarpone e caffè ho poi aggiunto la montata di uova, dapprima unendo solo qualche cucchiaiata, poi incorporando tutto il resto.
Nel frattempo, ho ammollato i due fogli di gelatina in acqua fredda. Senza strizzarli troppo li ho poi messi in un pentolino unendovi un paio di cucchiai di latte, mescolando su fuoco dolce per farli sciogliere.
Dopo aver spento il fuoco ho continuato a mescolare ed, appena la gelatina si è stiepidita, l'ho unita alla crema cappuccino.
Ho mescolato bene e messo in frigorifero a riposare per un paio di ore, durante le quali di tanto in tanto ho mescolato con una frustina il composto, in modo che rimanesse sostenuto ma abbastanza fluido e cremoso.
Poco prima di servire, ho posto la crema in coppette singole con l'aiuto di una sac à poche con bocchetta a stella e guarnito la porzione singola con una spolverata di cacao amaro ed una cialdina da gelato.


sabato 25 maggio 2013

Nuovo url, nuovo look... e una fetta di Torta Barozzi


Ebbene sì, quest'anno il mio è stato un compleanno ricco! E tra i tanti regali ricevuti ben due hanno riguardato questo spazio online: il riconoscimento FIP, di cui avevo già detto, ed... udite udite, il dominio della pagina! Già da qualche giorno, infatti, il mio blog viaggia all'indirizzo www.ominodizenzero.it e questo grazie al Major, cybernauta espertissimo ma, soprattutto, amico caro che ha avuto la bellissima idea di regalarmi, appunto, il dominio dell'omino di zenzero.
Di qui al cambio di look, il passo è stato breve: già da tempo desideravo una pagina diversa, dai colori più chiari e, comunque, improntata alla semplicità... quale migliore occasione di questa, dunque?
Spero di esserci riuscita anche perché, non volendo approfittare oltre della disponibilità del Major, ho fatto tutto da sola... vedremo di migliorare con il tempo, che per la perfezione ancora non mi sono attrezzata, anche se per il momento sono abbastanza soddisfatta! E spero che il nuovo look piaccia anche ai miei graditi ospiti ;)
Per festeggiare l'evento, oggi vi offro una fetta di Torta Barozzi. Come... non la conoscete? La Torta Barozzi o Torta Nera è una specialità della provincia di Modena, ed in particolare della Città di Vignola, ove ebbe i natali il grande architetto rinascimentale Jacopo Barozzi, detto appunto il Vignola.
La torta è un marchio registrato dell'Antica pasticceria Gollini di Vignola ed il procedimento per la sua preparazione è, ovviamente, segreto. Non me ne vorrà il Sig. Gollini se, dopo aver assaggiato una fetta dell'originale, che ho trovato assolutamente deliziosa, ho voluto provare a riprodurla... 
Per fare ciò, come al solito, mi sono documentata in rete ma un po' ovunque ho notato che tutte le ricette che si trovano nel web non contengono l'ingrediente principale di questa cioccolatosissima torta: le arachidi. Forse perché nessuno ha mai avuto modo di avere tra le mani la scatola della torta originale ove vi sono elencati gli ingredienti?
Fatto sta che io la scatola in questione l'ho custodita gelosamente e, seguendo l'ordine degli ingredienti, ho provato a ricostruirne le dosi, anche perché in genere questi sono elencati in ordine di peso.
La procedura, chiaramente, è una mia ideazione, e non escludo che quella dell'originale sia diversa... però il risultato, alla fine, è stato davvero eccellente! 
La Torta Barozzi, oltre tutto, è assolutamente gluten free, e quindi adatta per ogni tipo di palato.
A chi vorrà provarla... come al solito, un dolcissimo assaggio!

***


Torta (tipo) Barozzi

220 gr. di zucchero semolato
200 gr. di arachidi tostate non salate
4 uova
120 gr. di margarina
150 gr. di cioccolato fondente
80 gr. di burro
50 gr. di mandorle tostate
25 gr. di cacao amaro in polvere
1 tazzina di caffè decaffeinato
1 bustina di vanillina

Innanzi tutto ho ridotto a farina la frutta secca tostata: le arachidi e le mandorle vanno tritate finemente in un mixer fino, appunto, ad ottenere una polvere il più possibile sottile.
Dopo di che ho messo il cioccolato fondente spezzettato in un pentolino per scioglierlo a bagnomaria. Non appena il cioccolato si è fuso, ho aggiunto il burro e la margarina e continuato a mescolare, fino all'ottenimento di una massa fluida e lucida. Infine, ho unito alla massa la tazzina di caffè, la bustina di vanillina ed il cacao amaro, ancora mescolando bene. Ho tolto la massa dal bagnomaria per farla freddare.
Ho quindi cominciato a lavorare le uova: dapprima ho montato bene i tuorli con metà dello zucchero, fino ad ottenere una spuma soffice. Poi ho montato gli albumi con l'altra metà dello zucchero, fino ad ottenere una meringa ben sostenuta.
In una ciotola capiente, infine, ho unito la massa di cioccolato fuso ai tuorli montati. A questo composto ho unito quindi le due farine, di arachidi e mandorle. Questo il risultato.


Per ultima, ho aggiunto la meringa, incorporandola alla massa con una spatola e mescolando delicatamente dall'alto verso il basso per non smontare.


Ho rivestito di carta forno due teglie quadrate -non avendone una rettangolare grande- precedentemente spennellate di burro fuso, affinché la carta forno aderisse bene ai bordi e vi ho versato il composto ottenuto.


Ho infornato a 170° per i primi 20 minuti ed a 150° per gli ultimi 20/25: la torta è molto delicata e deve avere una cottura che sia quasi un'asciugatura, lunga e lenta. Eventualmente, fare la prova stecchino.
Ho sformato e capovolto sul piatto da portata quando la torta era ben fredda. Dato il suo sapore deciso di cioccolato e caffè, la torta si accompagna bene ad un po' di panna montata oppure ad una pallina di gelato alla vaniglia.



lunedì 20 maggio 2013

Maritozzi con la panna!


Signore e signori, ecco a voi la mia colazione da sogno... e quindi vai di punto esclamativo, perchè quando per colazione ci sono i maritozzi è per forza un'esclamazione di giubilo!! 
Qui a Roma, tra l'altro, è un'opinione condivisa: la colazione goduriosa per eccellenza, nella Capitale, è assolutamente questa. Mi dirai, piuttosto, che il maritozzo, morbidissimo pane dolce, profumato all'arancia e farcito da una dose s-t-r-a-b-o-r-d-a-n-t-e di panna montata, anche a Roma sta diventando una specie in via d'estinzione.
Sono diventati pochissimi, purtroppo, i bar e le pasticcerie che, al mattino, esibiscono in vetrina questa brioche e, se ne hanno, sono sempre contate di numero: roba che ti devi alzare all'alba, se vuoi avere la speranza di accaparrartene una.
Sarà che quella del maritozzo è un'arte antica, che non tutti oggi si sentono di coltivare, ed anche la passione per le sue morbide forme, a causa di una sempre più diffusa attenzione alla linea, conta sempre meno estimatori: che, certo, non si può dire che la colazione con i maritozzi sia dietetica!
Comunque sia, diete o non diete, ogni tanto è pure bello viziarsi e, secondo me, non c'è niente di meglio che svegliarsi magari la domenica mattina, magari con comodo, magari in una bella giornata di primavera, ed avere qualcuno che ti fa trovare un fragrante maritozzo ricolmo di panna accanto al tuo solito cappuccino...
E se quel qualcuno non c'è oppure non ha avuto il pensiero giusto, niente paura: ce li possiamo sempre preparare da noi! Seguendo la ricetta di Adriano ho scoperto, infatti, che farsi i maritozzi in casa non è poi così difficile ed, anzi, aggiungo io, rispetto ai cornetti è piuttosto una passeggiata.
Va detto che, come tutte le sue ricette, anche questa è perfetta: io ho solo sostituito la farina di riso, dimezzato le dosi perché non volevo ritrovarmi con una vagonata di maritozzi (che poi avrei finito inevitabilmente per mangiare) e ridotto il peso della porzione. Adriano, infatti, indica pezzi da 80 gr. cad e non c'è che dire, è senza dubbio la dose "romana", che il maritozzo qui ha da esse esaggerato... Ma secondo me 40 gr. per pezzo sono più che sufficienti per una porzione sostanziosa.
Ah, a proposito, lui dice che i migliori maritozzi mai mangiati li prendeva ad Anzio: bè, non conoscendo il posto, devo dire che i migliori maritozzi mai mangiati io li prendevo sotto casa mia, nella pasticceria di cui più volte ho parlato... Il pasticcere ne faceva pochissimi al giorno e te li riempiva di panna lì per lì, in modo che la pasta della brioche non si ammorbidisse troppo. Erano pura poesia.
Per fortuna, adesso, posso in parte rimediare con questa meravigliosa ricetta che vi invito a provare per credere.
A chiunque si vorrà cimentare, allora... una goduriosa colazione!


***

Maritozzi con panna
per l'impasto:
250 gr. di farina manitoba (almeno W 330 di forza)
100 gr. di acqua
45 gr. di zucchero
1 cucchiaio raso di miele
4 gr. di lievito di birra
4 gr. di sale
30 gr. di burro (o margarina)
20 gr. di olio di semi
1 uovo medio
1 cucchiaino di malto d'orzo
albume e sciroppo di zucchero q.b. per spennellare
scorza d'arancia grattugiata o aroma arancia
per guarnire:
250 ml di panna montata leggermente zuccherata

Si prepara innanzi tutto un lievitino con i 100 gr. d'acqua leggermente intiepidita in cui scioglieremo il lievito ed il cucchiaino di malto ed a cui uniremo 100 gr. di farina. Mescolare bene e lasciar riposare coperto per almeno 1 ora, il tempo del raddoppio.
Al lievitino maturo, nell'impastatrice con il gancio, uniremo poi metà della rimanente farina e metà dello zucchero. Dopo qualche minuto uniremo l'uovo interno, il resto della farina e dello zucchero. Dopo qualche altro minuto, il miele, qualche goccia di aroma arancia e, da ultimo, il sale.
Lasceremo incordare bene l'impasto, che apparirà piuttosto molle e filamentoso: solo dopo l'incordatura aggiungeremo il burro morbido a pezzetti e lasceremo incorporare ed incordare di nuovo. Per ultimo, va aggiunto l'olio, a filo: la lavorazione andrà interrotta di tanto in tanto per non lasciar smollare troppo l'impasto.
Ad incordatura ultimata otterremo un composto morbido ed elastico, che faremo lievitare fino al raddoppio, cioè circa due ore.
Mi raccomando, il composto è morbido ma non dobbiamo indulgere alla tentazione di aggiungere altra farina: una volta maturo dovremo riversarlo sul piano di lavoro ben infarinato, appiattirlo leggermente e dargli un paio di pieghe, con le mani ben infarinate. Infine, arrotoleremo a palla e lasceremo riposare coperto da una ciotola per circa mezz'ora.
Infine, la porzionatura in pezzi da circa 40 gr. a cui daremo la forma di pallina. Dopo mezz'ora le pallina andranno capovolte, appiattite con le mani ed arrotolate su se stesse a mo' di filoncino.
I filoncini vanno posti a riposare, al tiepido, su teglia rivestita di carta forno per circa un'ora. Dopo la lievitazione li spennelleremo con albume leggermente battuto.


Inforneremo poi i maritozzi in forno ben caldo a 180° per circa 12/15 minuti.
Una volta tirati fuori dal forno le brioche vanno spennellate con uno sciroppo di zucchero ottenuto sciogliendo a caldo metà zucchero e metà acqua e fatte freddare.


Prima di servire montiamo la panna a cui aggiungeremo un po' di zucchero a velo (il quantitativo è secondo il gusto personale, a me la panna del maritozzo piace quasi amara), tagliamo i maritozzi sul dorso con un coltello da pane e riempiamoli con la panna. Io ho usato la sac à poche con la bocchetta a stella ma in alternativa la panna può essere anche inserita con l'aiuto di un cucchiaio e livellata con la lama di un coltello a bordo brioche.



Con questa ricetta partecipo al contest di Viviana del blog Viviincucina "Risveglio al B&B"



giovedì 9 maggio 2013

Plum cake mais e mandorle al profumo di limone



Tra i miei sostenitori più accaniti c'è di sicuro mia cugina Raffa. E per sostenitori intendo coloro che vorrebbero che mi dedicassi esclusivamente alla pasticceria, mollando tutto quello a cui mi sono dedicata fino ad ora. Che è quanto di più lontano si possa immaginare dall'arte pasticcera, ovviamente.
Come già credo di aver lasciato intendere in più di un post, l'idea tutto sommato non mi dispiacerebbe... Ma tra il dire ed il fare, c'è di mezzo il mare. E c'è anche l'immenso rispetto che ho per il lavoro del pasticcere, che di sicuro non si improvvisa e che, come tutti i lavori, ed in particolare quelli che richiedono saperi e competenze specifici, implicano sacrificio e dedizione.
Chissà se, dovendo far dolci per vivere, il piacere che provo nel realizzarli rimarrebbe tale? Il dubbio è lecito ed è quello che, ogni volta, oppongo a chi mi dice... dai, prova! E ad oggi questo dubbio rimane irrisolto... o forse, almeno per il momento, mi piace farlo rimanere tale :)
Ma parlavo di Raffa. Chiaramente, mia cugina -non solo nella prospettiva di un eventuale mio cambiamento di vita ma anche, e soprattutto, nella speranza che di tanto in tanto mi presenti a casa sua con qualche dolcetto- mi sprona con regalini ad hoc, nelle occasioni comandate.
Ed un paio di Natali fa mi ha fatto dono del libro Torte del pasticcere Maurizio Di Mario. 
Ecco, non so per quale motivo, pur adorando sfogliare e documentarmi sui libri del settore, alla fin fine tendo sempre a non realizzare i dolci che leggo tra le pagine stampate! 
Forse sarà che ormai il web è una fonte continua di ispirazione e mi distrae con input innumerevoli per cui mi dimentico di tornare alle origini, a quando le ricette si trovavano esclusivamente sui libri o sulle riviste di cucina: alzi la mano chi non ha cominciato a "studiare" sul mitico Cucchiaio d'Argento, volumone che non mancava di fare mostra di sè nelle cucine delle casalinghe anni '60? A mia madre lo regalarono da ragazza, e da bambina quante volte mi ricordo di averlo sfogliato, curiosando tra le sue pagine scritte in caratteri piccolissimi ed ammirando le foto, per lo più in bianco e nero, che di tanto in tanto illustravano le ricette... e dev'essere ancora lì, da qualche parte, ormai in versione vintage.
Insomma, qualche giorno fa mi sono detta che era ora di provare una delle ricette del libro di Di Mario e facendo i conti con quello che avevo in dispensa, la mia scelta è caduta su quello che lui chiama Plum cake al limone e mandorle: una ricetta completamente gluten free e, devo ammettere, sorprendentemente buona oltre che incredibilmente facile.
Ah, mia cugina Raffa di questa meraviglia non ne ha avuta neanche una fetta... però Raffa, che dire? Era veramente buono e magari alla prossima ne faccio uno tutto per te! ;))

A chiunque si vorrà cimentare, come sempre, un dolcissimo assaggio :-)

***


Plum cake mais e mandorle al profumo di limone
(da una ricetta di Maurizio Di Mario)

120 gr. di farina di mais tipo fioretto o fumetto
200 gr. di farina di mandorle
200 gr. di zucchero a velo
200 gr. di burro morbido
3 uova intere
il succo e la buccia grattugiata di un limone
1/2 bustina di lievito per dolci
un pizzico abbondante di sale
mandorle a lamelle q.b. per decorare

Innanzi tutto, preriscaldare il forno a 180°. In una ciotola capiente o nella planetaria sbattere bene con la frusta il burro a temperatura ambiente e lo zucchero a velo, fino ad ottenere una crema bianca e spumosa.


Aggiungere quindi le uova, una alla volta, mescolando bene per farle amalgamare al composto, e poi la buccia ed il succo del limone.
A parte, mescolare le due farine con il lievito ed il pizzico di sale, ed aggiungere un pò per volta le polveri al composto, sempre mescolando: l'impasto dovrà risultare consistente ma morbido.


Infine, versare il composto in uno stampo da plum cake ben rivestito con carta forno. Livellare in superficie e cospargere di mandorle a lamelle.


Infornare a 180° gradi e cuocere per circa 35/40 minuti.
Sformare quando il plum cake sarà giunto a temperatura ambiente: data la totale assenza di glutine il dolce è molto delicato e si sbriciola facilmente, pur rimanendo di una sofficità e di una morbidezza davvero uniche.


Con questa ricetta partecipo al contest Dolci gluten free del blog Cool kitchen and photos



LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...