venerdì 23 novembre 2012

Ciambella glassata con nocciole ed uvetta

Mi piace gironzolare su e giù per la rete e curiosare nei blog di cucina. Non sempre ho il tempo e la voglia di postare un commento o un complimento ai foodbloggers in cui mi imbatto, più o meno sempre per caso, ma spesso rimango ammirata dai loro lavori che per me, altrettanto spesso, rappresentano vere e proprie fonti di ispirazione. Certo, il tempo è quello che è... inoltre, essendo il mio un blog dedicato ai dolci, non sempre posso mettermi all'opera come vorrei... perchè bisogna pur stare attenti alla linea! Ciò che è certo è che, grazie all'esperienza in rete, ho scoperto un mondo nuovo che non smette mai di stupirmi... 
In questi giorni ragionavo, appunto, sul senso di questo fenomeno dei foodblog che sembra impazzare più che mai, complice anche la rinnovata attenzione -in questo tempo di crisi- verso il cibo, soprattutto quello preparato in casa, con amore e dedizione... E per darmi una risposta sul perché dell'enorme diffusione dei diari di cucina sul web, ho cercato di partire dalle mie motivazioni: soprattutto, un'esperienza di condivisione di una passione, oltre che di libero sfogo di creatività, in uno spazio personale ed aperto, nello stesso tempo, a chiunque abbia la voglia di passarci per curiosare, sbirciare, imparare, commentare... e chi più ne ha più ne metta!
Immagino sia questa la motivazione più profonda e più vera che sorregge l'esistenza della maggior parte dei blog di cucina... Ecco perchè mi viene da sorridere quando, qua e là, mi capita di leggere polemiche circa la "paternità" di questa o quella ricetta, con rimproveri aperti -anche se mai diretti- ad un "qualcuno" che si sarebbe appropriato di ricette altrui, spacciandole per proprie.
Nel grande mare della rete in cui navigano le zattere leggere dei foodblog, ha davvero senso parlare di "diritto d'autore"? O non sono, piuttosto, le nostre, pagine aperte in cui liberamente mettiamo a disposizione di chiunque abbia la voglia di venirci a visitare la nostra piccola sapienza e la nostra grande passione?
Che senso ha, dunque, condividere per poi reclamare vincoli e limiti a ciò che condividiamo?
La cucina, poi, è come la musica... le note son sempre le stesse, sta alla fantasia di chi le utilizza mescolarle per tirar fuori accordi sempre nuovi. Ma può succedere che un accordo o, addirittura, un'intera melodia sia stata già pensata da qualcun altro, senza che necessariamente vi sia stato plagio... che senso avrebbe, allora, recriminare?
Certo, la buona educazione imporrebbe la citazione delle nostre fonti d'ispirazione, non foss'altro che per riconoscergli il merito di quella scintilla che ha accesso la fiamma della nostra creatività: io cerco di farlo sempre... come nel caso di questa profumata  e golosissima ciambella glassata, vista sulle pagine del sito di Martha Stewart, anche se -come al solito- personalizzata sia negli ingredienti (non amo le noci di pecan che invece utilizza lei!) che nel bilanciamento degli stessi (una netta sforbiciata a burro e zucchero per me sono state d'obbligo)... 
Ma se mai capitasse che, qui o là, un giorno trovassi una "mia" ricetta senza che vi sia il riferimento al mio blog... amen, penso proprio che vivrei bene lo stesso... :)
A chiunque si cimenterà, allora, come sempre.... buon assaggio!

***

CIAMBELLA GLASSATA CON NOCCIOLE ED UVETTA

per la ciambella
230 gr. di farina 00
200 gr. di uva sultanina Noberasco
150 gr. di nocciole sgusciate Noberasco
150 gr. di burro
150 gr. di zucchero di canna + 1 cucchiaio abbondante di miele
3 uova
1 bicchierino di brandy
1 grattugiata abbondante di noce moscata
1 cucchiaino raso di lievito per dolci
1 pizzico di sale

per la glassa
100 gr. di zucchero a velo
acqua o succo d'arancia q.b.





Si comincia mettendo a rinvenire l'uva sultanina Noberasco in acqua calda, in modo da farla ammorbidire. Nel frattempo, lavorare nella planetaria con la frusta, oppure con un mixer da cucina, il burro a temperatura ambiente a pezzetti con lo zucchero, il miele ed il pizzico di sale.


Quando avremo ottenuto un composto soffice e spumoso, uniremo le uova intere, una per volta. Infine, aggiungeremo il brandy.
Terminata la lavorazione degli ingredienti liquidi, cominceremo ad inserire un pò per volta la farina setacciata con il lievito e la noce moscata, sempre montando il composto con il mixer o la frusta della planetaria.
Una volta ottenuto un impasto fluido ma sostenuto e ben liscio, aggiungeremo l'uva sultanina Noberasco ammollata e strizzata.


Infine, dopo averle tritate grossolanamente con un tritatutto elettrico, inseriremo le nocciole  sgusciate Noberasco.


L'impasto così ottenuto andrà versato in uno stampo da ciambella ben imburrato ed infarinato ed infornato a 170° per circa un'ora.
Dopo aver cotto, sformato e freddato la ciambella, la irroreremo con la glassa preparata mescolando qualche cucchiaino di acqua o succo d'arancia con lo zucchero a velo.... sarà pronta per essere mangiata!


Con questa ricetta partecipo al contest di Ema del blog Arricciaspiccia


in collaborazione con Noberasco

mercoledì 14 novembre 2012

C'era una volta 3... tortine di noci e ricotta al caramello


Era un cerchio da chiudere. Non che me ne fossi dimenticata. E' che spesso le ispirazioni in cucina arrivano come guizzi improvvisi ed irresistibili... parti con il pensiero di preparare questo, e quello, e poi quell'altro ancora, quand'ecco che ti ritrovi magari a fare tutt'altro, rapita da un'immagine, un profumo o anche solo da un'idea. E magari, tra progetto e realizzazione, va a finire che passa qualche giorno, o qualche mese... come in questo caso.
Insomma, dopo la castagna e la mandorla, mi mancava la noce, frutto che adoro e che mi è particolarmente caro perché mi ricorda momenti felici di convivialità, anche della mia infanzia: impossibile non associare le noci agli interminabili pranzi di Natale, quando, a fine pasto, non paghi di tutto il ben di Dio già consumato, in famiglia ci litigavamo l'unico schiaccianoci disponibile ed i frutti più belli tra quelli del cestino ricolmo di frutta secca d'ogni tipo, oltre che di arance e mandarini, indiscussi protagonisti della stagione.
Anche oggi, per la verità, mi capita di mangiare noci soprattutto in occasioni speciali, ma il motivo è molto più semplice: le calorie! Perché, hai voglia a dire ed hai voglia a fare, se è vero che tre noci al giorno -un po' come le mele- tolgono il medico di torno, sfido chiunque ad assaggiare una noce e riuscire a fermarsi alla terza... per quanto mi riguarda, missione impossibile.
Ma avendo la fortuna di possedere un piccolo giardino, in cui fa bella mostra di sé un vecchio albero di noce, quand'è novembre è inevitabile lasciarsi tentare da questo frutto splendido: le noci del mio albero, scure e piccoline, non saranno il massimo della bellezza... ma se è l'annata giusta - e questa lo è- quanto sono buone!
Un pomeriggio qualunque, dunque, mi armo di santa pazienza -qualità che, in genere, non posseggo- e mi metto lì con lo schiaccianoci a rompere gusci, trattenendomi dall'assaggio - e qui sta il difficile!- che renderebbe il risultato della mia fatica ben poca cosa: perché è deciso, si faranno delle tortine di noci. E poiché in frigorifero ho una confezione di ricotta da consumare, saranno tortine di ricotta e noci. Al caramello, tanto per non farci mancare nulla.
Scopro, tra le altre cose, che schiacciare noci non è poi attività tanto peregrina, quanto piuttosto rilassante e scacciapensieri... quasi da consigliare, nei frenetici giorni delle nostre indaffarate esistenze.
Ovviamente, mai quanto una pausa caffè con morso di tortina annesso... :) che, sono sicura, anche mia nonna avrebbe gradito.
A chiunque si cimenterà, come sempre, buon assaggio!

***

TORTINE DI NOCI E RICOTTA AL CARAMELLO

per la frolla alle noci
100 gr. di farina di noci
200 gr. di farina 00
150 gr. di burro
120 gr. di zucchero di canna
80 gr. di uova (1 uovo grande oppure 1 uovo e 1 tuorlo)
3 gr. di estratto di vaniglia (1 cucchiaino)
2 gr. di sale (1 pizzico)

per la farcia alla ricotta
300 gr. di ricotta vaccina
50 gr. di latte condensato
50 gr. di zucchero a velo
3 gr. di estratto di vaniglia (1 cucchiaino)

per la salsa al caramello liquido
200 gr. di zucchero
100 gr. d'acqua

per guarnire e rifinire
30 gr. gelatina neutra
30 gr. di gherigli di noce

In un contenitore capiente o sulla spianatoia versare le farine (la farina di noci si ottiene frullando finemente in un buon mixer le noci sgusciate e leggermente tostate), lo zucchero, il burro morbido a pezzetti, il sale e l'aroma e lavorare velocemente fino ad ottenere un impasto liscio ma piuttosto consistente, come quello di una normale frolla. Formare una palla, ricoprire con pellicola e porre in frigorifero a riposare.
Nel frattempo, preparare la farcia alla ricotta mescolando il formaggio, il latte condensato, lo zucchero e l'aroma con l'aiuto di una forchetta o di una frustina. Riporre in frigo coperta anche la crema mentre si prepara la salsa al caramello.
Questa preparazione, vista su giallozafferano, è semplice e di sicura riuscita: lo zucchero va messo in un pentolino possibilmente con il doppio fondo di modo che il calore si propaghi in maniera uniforme, e fatto caramellare su fiamma media: operazione che richiederà diversi minuti.
Mentre lo zucchero fonde e sobbolle, occorre mettere a bollire anche l'acqua in un pentolino a parte. 
Quando lo zucchero sarà diventato marroncino è il momento di versare l'acqua bollente nello zucchero: è importante che acqua e zucchero siano entrambi bollenti, altrimenti l'acqua fredda avrà l'effetto di far solidificare lo zucchero, anzi che farlo fondere e diventare una morbida salsa. Ovviamente, è un'operazione che va compiuta con una certa cautela data la temperatura degli ingredienti.
Continuare a mescolare fino a che acqua e zucchero non si saranno ben amalgamati. Far raffreddare.
Questa salsa al caramello si conserva perfettamente per parecchio tempo in un barattolo di vetro, in frigorifero, quindi se ne avanza un pò non buttatela via!
Una volta che tutto è pronto, passare all'assemblaggio delle tortine. 
Stendere la frolla alle noci e rivestire degli stampi da tartelletta (o, in alternativa, se preferite, un unico grande stampo da crostata).



Versare sul fondo degli stampi un cucchiaino raso di salsa al caramello e completare con la crema alla ricotta.


Infornare la tortine allineate su una placca da forno a 170° per circa mezz'ora. Passata la mezz'ora, o comunque a cottura quasi ultimata, tirare le tortine fuori dal forno e completarle con un cucchiaino di salsa al caramello ciascuna: terminare la cottura per altri 5 o 10 minuti. Questo dipende dal tipo di forno utilizzato.
Una volta fredde, guarnire le tortine con gherigli di noce e lucidare con gelatina neutra.




Con questa ricetta partecipo al contest de La Cuoca Dentro



ed a quello di Silvia vs Luca Project


giovedì 8 novembre 2012

Devil's food cupcakes... al peperoncino!



Vado in automatico, è così. Se possibile già in aeroporto, complice la fame che a metà mattina -dopo un'alzataccia quand'è ancora buio, per prendere il primo volo, quello più economico, ovvio- è a dir poco smisurata, alzo il radar e mi dirigo verso il Costa Coffee in fondo alla arrivals hall. La navetta per Londra può attendere, sì sì. O magari il car rental, dipende dall'occasione. La mia gola, no. 
Sono tutti meravigliosi, allineati dietro la vetrina del banco dei dolci: panciuti, rotondi, burrosi. E mi chiamano. I miei adorati muffins! Non tentenno neanche un attimo quando devo dire al ragazzo del coffee shop quale voglio: il triple chocolate muffin, of course! Che sono tutti invitanti, sontuosi, dolcemente profumati: quello al limone, quello con i semi di papavero, quello ai mirtilli o alle mele. Ma, perdonatemi: se si tratta di peccare, io preferisco peccare bene... ed il triple chocolate muffin di Costa Coffee, a mio parere, è il diavolo tentatore in persona! Burrosissimo impasto cioccolatoso, con un ripieno di ganache al cioccolato e cubetti di cioccolato on top: un "dolcetto" dal peso di almeno due etti.
Ed io me lo mangio tutto, sissignore. E guai a chi me ne chiede un pezzetto, che non esiste proprio. Magari sorseggiando un american coffee che -non ho capito perchè- mi piace solo quando mi trovo oltremanica. Sarà che forse in Gran Bretagna mi ci sento un pò a casa ed il rito del caffè lungo, in qualche modo, mi fa sentire di nuovo a casa... 
Ebbene sì, la Ginger Lady è una Brit-addicted: mi manca di vedere tanti posti al mondo ed ho il sogno di riuscire a vederli tutti, prima o poi... Ma di tanto in tanto, anche magari rinunciando a visitare posti nuovi, sento l'esigenza di tornare a Londra. 
E tornando, invece, ai muffin, per inciso, anche loro mi piacciono solo quando sono in terra d'Albione. Ma, per questo fatto, temo di avere una spiegazione assai più semplice: i muffin inglesi sono cento, mille volte meglio dei nostri. Ad ogni paese, d'altronde, il suo dolce. Ed a noi, di dolci strabuoni, non ne mancano davvero, ma tra questi non mi sento d'includere i muffins che si trovano in vendita -e neanche tanto spesso- nei nostri bar o pasticcerie.
E se ti assale voglia di muffin, un pomeriggio qualsiasi, allora, come si fa? 
Semplice, si naviga in rete su siti inglesi, si traduce, si studia e si mette a punto la ricetta di un muffin (pardon, nel mio caso cupcake, data la dimensione più ridotta e la presenza di un frosting decorativo) che -seppur non paragonabile all'eccellenza di quello del Sig. Costa- in qualche modo la voglia la faccia passare...
Nascono così questi devil's food cupcakes con un accenno di peperoncino (per renderli, ovviamente, più diabolici!)... deliziosi, goduriosi, assolutamente da provare. E da rifare. Vi assicuro, infatti, che c'è già chi si è prenotato...
Per chi si cimenterà, dunque, come al solito... buon assaggio! O, in questo caso... enjoy!


***

Devil's food cupcakes al peperoncino
(dose per circa 12 cupcakes da 7 cm)

per i cupcakes
200 gr. di farina 00
200 gr. di zucchero
150 gr. di burro
50 gr. di cacao amaro in polvere
100 gr. di acqua calda
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1 pizzico abbondante di sale
2 uova grandi a temperatura ambiente
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
100 gr. di yogurt greco (o, se riuscite a trovarla, di panna acida)
peperoncino in polvere q.b.

per la ganache al cioccolato
200 gr. di panna liquida
200 gr. di cioccolato fondente
peperoncino in polvere q.b.

per guarnire
cioccolato in riccioli

Ho sciolto, innanzi tutto, il cacao nell'acqua tiepida, ottenendo una pasta densa e non troppo liquida.



Ho messo poi a sciogliere in un pentolino, a fuoco bassissimo, il burro e lo zucchero, mescolando fino a che il burro non si è fuso bene.
Ho poi trasferito il composto di burro e zucchero nell'impastatrice e, con la frusta, l'ho lavorato fino a che non si è freddato. In alternativa, ovviamente, si può utilizzare un mixer da cucina.



Al composto ho poi aggiunto le uova, una alla volta, la pasta di cacao e l'aroma di vaniglia, continuando a lavorare. Successivamente, ho aggiunto il pizzico di sale, un pizzico di peperoncino (su questo ingrediente si va a gusto personale!) la farina setacciata con il lievito ed il bicarbonato, alternandola allo yogurt greco.
Finiti gli ingredienti, ho continuato a lavorare fino ad ottenere un impasto morbido.



Ho distribuito il composto in pirottini di carta allineati su una placca da forno, aiutandomi con una sàc a poche: occorre non superare i tre quarti del pirottino di carta per evitare che i cupcakes strabordino e che facciano la cupola come i muffins!



Ho infornato i cupcakes in forno a già caldo a 180°, per 20/25 minuti.
Nel frattempo, ho preparato la ganache di copertura, mettendo a bollire la panna. Non appena raggiunto il bollore l'ho tolta da fuoco e ci ho versato dentro il cioccolato fondente a pezzetti, mescolando fino a che il cioccolato non si è sciolto bene ed il composto si presentava liscio e cremoso. Infine, vi ho aggiunto un bel pizzico di peperoncino.



Ho riposto la ganache in frigorifero a riposare, mescolandola di tanto in tanto, fino a che non è diventata della consistenza adatta ad essere spalmata sui cupcakes, dopo di che l'ho tolta dal frigorifero: il freddo eccessivo, infatti, può far solidificare la ganache. In tal caso, bisogna far fondere nuovamente la crema e farla raffreddare di nuovo.
Una volta sfornati e ben freddi i miei cupcakes, li ho spalmati con la ganache e ricoperti con riccioli di cioccolato.
I riccioli possono ricavarsi con un pelapatate da una tavoletta di cioccolato ammorbidita nel microonde oppure poggiata vicino ad una fonte di calore.




Con questa ricetta partecipo al contest Ce(sti)niAmo


ed al contest Dolci da asporto



venerdì 2 novembre 2012

Come un'aristocratica...


"Il martedì e il giovedì, io e Manuela, la mia unica amica, prendiamo il tè insieme nella guardiola. Manuela è una donna semplice che i vent'anni sprecati a dare la caccia alla polvere in case altrui non hanno privato della sua eleganza". ..."Anche per mangiare una noce ci vuole la tovaglia", dice estraendo dalla vecchia sporta una scatola di legno chiaro da cui sporgono volute di carta di seta carminio e, racchiuse in questo scrigno, delle lingue di gatto alla mandorla. Preparo un caffè che non berremo, ma dei cui effluvi andiamo tutt'e due matte, e sorseggiamo in silenzio una tazza di tè verde sgranocchiando le nostre lingue di gatto". ..."Che cos'è un'aristocratica? E' una donna che, sebbene circondata dalla volgarità, non ne viene sfiorata... per cogliere tutta la grazia che alberga in quella donna  bisogna aver visto come Manuela mi offre i frutti delle sue creazioni pasticcere, quasi fossi una regina. Proprio così, quasi fossi una regina. Quando appare Manuela, la mia guardiola si trasforma in palazzo e il nostro sgranocchiare da paria in festini da sovrani". (M. Barbery, L'eleganza del riccio).
Ha un posto speciale nel mio cuore L'eleganza del riccio di Muriel Barbery, arrivato in casa mia come dono di compleanno e letto tutto d'un fiato, in pochi giorni. Non solo per l'originalità della storia e la bellezza della scrittura, colta e raffinata, dell'autrice. Soprattutto, perchè mi ricorda un periodo speciale della mia vita, ed uno dei più bei pomeriggi -quello trascorso all'evento librario in cui la Barbery tenne una conferenza- che abbia mai avuto...
E' strano, però, pensare che dell'autrice che ha dedicato il suo romanzo d'esordio Estasi culinarie al mondo della gastronomia, mi venga in mente piuttosto questo passo, quando penso al binomio letteratura-cucina. 
Credo di averne comunque un buon motivo: la tenerezza di questo tè tra amiche -così diverse tra loro, scoprirà il lettore poi, nonostante i punti di contatto della loro routinaria quotidianità- con il quale si compie un atto di celebrazione della vita e di eroica resistenza alle brutture che essa talvolta è in grado di riservarci, è uno degli omaggi più belli che si possa fare, nello stesso tempo, all'amicizia, alla bellezza interiore di ciascuno di noi e, perchè no, anche alla pasticceria.
L'amore che mette Manuela nel preparare ed offrire questi deliziosi biscottini all'amica Reneè, facendola sentire come una regina, scaturisce spontaneo dall'anima ed illumina come un raggio di sole il grigiore di un pomeriggio qualunque.
Come in uno di quei giorni interminabili, rumori cupi in fondo al cuore, il telefono che tace e magari fuori piove... E allora ti sporchi le mani di farina e attendi che un profumo delizioso di zucchero e vaniglia si sprigioni dal forno. Ecco, i tuoi biscotti sono pronti: metti a bollire l'acqua per il tè. Torna a sorridere.


***


Lingue di gatto alle mandorle
(per circa 50/60 lingue di gatto)

100 gr. di farina 00
100 gr. di zucchero a velo
100 gr. di burro morbido
50 gr. di mandorle a filetti
3 albumi
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 pizzico di sale







Lavorare con il mixer il burro morbido, il sale, la vaniglia e lo zucchero a velo. Aggiungere poco alla volta, alternandoli, la farina setacciata e gli albumi, fino ad ottenere un composto liscio e piuttosto fluido.



Riempire con il composto una sàc a poche dotata di bocchetta liscia e formare dei bastoncelli lunghi circa 7/8 cm., ben distanziandoli tra loro, su una leccarda rivestita di carta forno.
Non avendo una boccetta liscia, io ho usato quella a stella: poco male poichè il composto in cottura si allarga ed appiattisce naturalmente.



Cospargere la superficie dei bastoncelli con qualche mandorla a filetti.
Infornare a 170° per circa 7/8 minuti.
Prima di togliere le lingue di gatto dalla teglia, attendere che si freddino completamente. Servire eventualmente spolverate di zucchero a velo.

Questi biscottini si conservano perfettamente per diversi giorni ben chiuse in una scatola o in un sacchetto per alimenti... sempre se riuscite a farli durare :)

A chiunque si cimenterà, come sempre....buon assaggio!




Con questa ricetta partecipo al contest di Grembiule e presine



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