venerdì 28 settembre 2012

Un angolo di paradiso

Tra pochi giorni saranno dieci anni: incredibile pensare a come vola il tempo, ed a come, tra tanti giorni uguali che si succedono nel suo andare, talvolta ci regali istanti preziosi, unici, destinati magari a cambiare la nostra vita per sempre. Così è successo a me una sera d'inizio autunno di dieci anni fa: una sera che mi ha regalato ben due incontri "fatali", destinati a durare nel tempo ed a cambiare, in qualche modo, la mia vita... E chi l'avrebbe mai detto, quella sera lì: l'incontro con la danza orientale e l'incontro con la mia cara amica Eloisa! 
Entrambe fanno parte, ancora oggi, della mia vita ed entrambe me la colorano di momenti di serenità e di gioia: quei piccoli angoli di paradiso che per fortuna esistono, anche se a volte fatichiamo a ricordarcene. 
Come il viaggio in Marocco, quello in Tunisia e, soprattutto, quello in Siria, che sono oggi ricordi meravigliosi di colori, profumi e, perché no, di sapori che io ed Elo abbiamo condiviso in allegria. Ma non solo, ovviamente. Perché ogni amicizia che si rispetti gode anche e soprattutto delle piccole cose, come di una chiacchierata davanti ad un caffè, o un tè verde alla menta... magari accompagnato da una deliziosa baklava!
Immagino che io ed Eloisa possiamo essere annoverate tra le poche estimatrici di questa dolcissima specialità mediorientale, da noi considerata forse troppo stucchevole, e di tutti gli altri dolci della tradizione araba, compresa la halwa, una pasta zuccherosa di sesamo, spesso arricchita (fosse già poco calorica di suo!) di frutta secca, che a queste latitudini sembra non piacere proprio a nessuno.
Il problema della stucchevolezza, tuttavia, può essere risolto semplicemente: basta preparare la baklava in casa e ridurre senza remore la dose di zucchero. Operazione che ci consentirà di apprezzare al meglio i profumi ed i sapori di questa specialità tanto amata nelle terre della mezzaluna.
La preparazione della baklava in casa, d'altronde, ha qualcosa di poetico: o forse sarà che questa sorta di rituale pasticcero mi ricorda inevitabilmente la commovente scena di  "Quella strada chiamata Paradiso", storia di una famiglia armena trapiantata a in Francia, nella quale il figlio, invitato ad una spocchiosa merenda tra amichetti di scuola, pregusta il momento in cui la baklava che ha portato in dono sarà servita in tavola. Momento che, ahimè, non arriverà mai....il perché scopritelo qui!
Insomma, un'esperienza gustativa che consiglio, anche per la facilità della preparazione, dato che ormai l'ingrediente principale di questo dolce, la pasta fillo, si trova pressoché in ogni supermercato.


***


BAKLAVA ALLE MANDORLE
step by step
(dose per 4/6 persone)

-per la baklava-

250 gr. di pasta fillo
200 gr. di mandorle
100 gr. di zucchero
100 gr. di burro
1 cucchiaino di cannella

-per lo sciroppo-

50 gr. di miele
50 gr. di zucchero
100 gr. d'acqua
1 fialetta di aroma fiori d'arancio



Preparare innanzi tutto lo sciroppo che dovremo versare freddo (o comunque a temperatura ambiente)  sulla baklava calda di forno, mettendo in un pentolino miele, zucchero ed acqua. Mescolare fino a che lo zucchero non sarà completamente sciolto, quindi spegnere il fuoco e versare l'aroma fiori d'arancio nello sciroppo per profumare.
Preciso che le dosi di zuccheri nella baklava tradizionale sono almeno il triplo di quelle utilizzate da me, quindi se amate i dolci molto dolci aumentate pure le dosi di zucchero e miele!
Porre nel mixer le mandorle (io le ho usate non spellate), lo zucchero e la cannella ed azionare per qualche secondo, in modo da avere un trito omogeneo ma non troppo minuscolo.
Srotolare delicatamente l'involucro di pasta fillo e separare con attenzione i vari fogli che, essendo sottilissimi tendono rompersi facilmente.
Mettere il burro in un pentolino a bagnomaria, in modo da scioglierlo pian piano.
Con un pennello da pasticcere spennellare bene con il burro fuso il fondo ed i bordi di una pirofila da forno.

Foderare il fondo della pirofila con il primo foglio di pasta fillo, a cui sovrapporremo via via gli altri imburrando bene ogni foglio prima di mettere sopra l'altro: fare almeno 5/6 strati di pasta.

Versare su questa base metà del trito di mandorle e zucchero ed appiattire bene il composto con l'aiuto del dorso di un cucchiaio.


Collocare sopra il composto di mandorle fogli di pasta in numero pari a quelli che compongono il primo strato, sempre spennellando bene con il burro fuso ogni singolo foglio di pasta; riempire con l'altra metà di trito di mandorle e terminare con altri 5/6 strati di pasta fillo.
Una volta terminata questa specie di "lasagna" dolce, con l'aiuto di un tagliapizza o di un coltello ben affilato tagliare la baklava in piccoli quadrati o rombi, che ci aiuteranno a porzionarla una volta cotta (momento in cui sarebbe impossibile tentare di tagliarla senza frantumare la pasta fillo!).


Versare sulla baklava l'eventuale burro fuso avanzato, sempre spennellando per distribuirlo bene, ed infornare il dolce a forno già caldo a 170° per circa 20/25 minuti.
Una volta ben dorata la baklava, estrarla dal forno e versarvi mentre è ancora calda lo sciroppo preparato in precedenza. 



Lasciare risposare la baklava qualche ora prima di servirla, in modo che lo sciroppo inzuppi bene tutto il dolce, magari coprendolo con carta d'alluminio. Si conserva fuori dal frigorifero per qualche giorno. Servirla, preferibilmente, accompagnandola con del tè alla menta bollente.

Per chiunque si cimenterà... buon assaggio!

Con questa ricetta partecipo al contest di L'Emporio21


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